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Nuovo cambio franco-euro, il Ceo di Swatch: “Un disastro per l’industria”

Nick Hayek, Ceo della multinazionale svizzera degli orologi, commenta la decisione della Banca nazionale svizzera: “Una catastrofe per la sostanza della decisione, ma anche per il mondo in cui la Bns ha deciso”

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Secondo gli analisti il valore aggiunto per gli orologi svizzeri è in grado di annullare quasi l’effetto negativo della decisione della Banca nazionale svizzera. Ma per Nick Hayek, Ceo del gruppo Swatch (che esporta il 90-95% dei suoi prodotti), la scelta di abbandonare il tasso di 1.20 franchi per un euro è un vero e proprio “tsunami” per l’industria, l’export, l’intera economica del Paese; un punto di vista condiviso anche da Swissmechanic, associazione che conta tra i suoi membri 1.400 piccole e medie imprese svizzere, secondo cui la decisione della Bns potrebbe rivelarsi “fatale” per l’industria meccanica.

“È una catastrofe – conferma Hayek a Il Sole 24 Ore – per la sostanza della decisione, ma anche per il mondo in cui la Bns ha deciso. Tra il 2010 e il 2011 la Banca nazionale svizzera, di fronte a un franco che tendeva a salire troppo, aveva consultato parecchi ambienti economici, imprese, sindacati. Poi la stessa Bns stabilì la soglia dell’1,20. Mi sarei aspettato qualcosa del genere anche in questa fase”. Invece la decisione è venuta a sorpresa e mina, secondo il manager di Swatch, non solo l’esportazione e l’industria svizzera, ma anche la credibilità della Banca nazionale svizzera: “È compromessa – afferma – perché la stessa banca ha sostenuto sino a pochi giorni fa che alla soglia di 1,20 per il cambio euro-franco non si poteva rinunciare e, invece, da un momento all’altro, l’ha fatta sparire.

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