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L’Italia spaventa meno i mercati: successo per l’asta dei Bot
Quasi il doppio della domanda per i 6,5 miliardi di titoli a 12 mesi piazzati dal Tesoro, con un tasso di interesse ai minimi da marzo. Il clima internazionale fa bene al Paese che, ora, si prepara a piazzare una nuova asta di Btp
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Le incertezze sul futuro politico dell’Italia spaventano meno i mercati, soprattutto di fronte a un’Unione europea più salda – è stato appena raggiunto l’accordo sulla Vigilanza che darà alla Bce l’autorità di supervisione diretta su 150 banche della zona euro – e con una Federal Reserve pronta a varare nuove misure di stimolo economico. Dopo il lunedì nero per Piazza Affari, la febbre dello spread è tornata a scendere (nel momento in cui si scrive ha raggiunto i 326 punti) e la temuta asta dei Bot si è rivelata un successo: il Tesoro ha superato il primo test del mercato dopo le dimissioni annunciate dal premier Mario Monti e ha piazzato i 6,5 miliardi di euro in Bot a 12 mesi, con un tasso ai minimi da marzo (1,456%) e una domanda quasi doppia raggiungendo i 12,6 miliardi, con rapporto di copertura salito a 1,94 da 1,76 del mese scorso. A pesare positivamente sull’asta dei Bot anche le aspettative del mercato su un possibile taglio dei tassi a gennaio da parte della Bce. Oggi l’Italia è chiamata a un secondo test: l’asta dei Btp a tre anni, per un importo compreso tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro, alla quale si aggiunge la dodicesima tranche del Btp a 15 anni, fino a 750 milioni.
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