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Giustizia, Orlando: «Corruzione ha dimensioni intollerabili»

La relazione annuale del ministro alla Camera: per la prima volta le cause pendenti scendono sotto quota 5 milioni

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«Una giustizia efficiente è un importante obiettivo da raggiungere, un pilastro di ogni moderna democrazia». Comincia con un invito al dialogo l’audizione alla Camera del ministro Guardasigilli, Andrea Orlando, per la relazione annuale sull’andamento della giustizia.

C’è molto da lavorare e serve la collaborazione di tutte le forze politiche in particolare per combattere la corruzione che «ha raggiunto dimensioni intollerabili anche per il frequente suo intreccio con le organizzazione di tipo mafioso. Questo ha effetti devastanti sul piano economico e per i cittadini», sottolinea il ministro. «il malfunzionamento della giustizia è uno dei più grandi macigni sulla strada della crescita».

RESPONSABILITA’ CIVILE E GIUSTIZIA PENALE. «L’attuale disciplina sulla responsabilità civile garantisce un’effettiva tutela al cittadino? Io credo di no», l’affondo di Orlando annunciando nuove misure il cui «meccanismo non nasce da una finalità punitiva, ma si fonda su un’esigenza di corresponsabilizzazione di chi ha causato il danno, nel risarcimento che lo Stato è tenuto complessivamente a corrispondere».

Novità in vista anche per la giustizia penale con i capisaldi del rafforzamento del patteggiamento, la riforma del giudizio d’appello, facendone un controllo del giudizio di primo grado, e la razionalizzazione dei casi di ricorribilità per Cassazione.

CAUSE PENDENTI E CARCERI. A giugno le cause pendenti erano 4 milioni 898 mila, con un calo del 6,7%: «Per la prima volta dal 2009 si scende sotto 5 milioni», sottolinea il Guardasigilli ammettendo comunque come questo carico allontani i cittadini dalla giustizia.

«L’emergenza carceraria è stata superata senza ricorrere a misure straordinarie», prosegue Orlando, «al 31 dicembre 2014 i detenuti erano 53.623, dato che è stabilizzato da qualche mese. A dicembre 2013 erano 62.531 con misure e sanzioni alternative che arrivano a quota 31.962».

In caso soprattutto i detenuti in attesa di giudizio di primo grado, passati da 11.108 a dicembre 2013 a 9.549 al 31 dicembre 2014.

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